domenica 13 novembre 2011

ORGOGLIOSI DEL PARTITO DEMOCRATICO

Il governo del centrodestra, dopo aver trascinato il Paese nel baratro, ha finalmente lasciato. Berlusconi ieri si è dimesso, mentre la gente, spontaneamente e festosamente, scendeva nelle piazze: è la risposta civile e chiara a chi ha definito l'Italia "un paese di m....".
PDL e Lega hanno dedicato 3 anni e mezzo della legislatura a fare i propri interessi, come leggi ad personam e sulle intercettazioni, a dirci che stavamo meglio degli altri, che Tremonti aveva messo in sicurezza i conti pubblici, mentre il Partito Democratico da sempre ha denunciato le manovre economiche del centrodestra, inique ed inadeguate ad affrontare la grave crisi che colpiva e colpisce giovani, lavoratori e pensionati.
La Lega ha preso in giro ancora una volta il proprio elettorato, promettendo un federalismo che non è mai partito ed avvallando tutte le leggi ad personam che risolvevano i problemi giudiziari e non del Premier, sostenendo fino alla fine un governo fallimentare.
Oggi più che mai siamo orgogliosi di essere iscritti al Partito Democratico, che, pur potendo legittimamente chiedere di andare al voto, ha manifestato per l'ennesima volta di essere una grande forza democratica al servizio dell'Italia. Come ha detto Dario Franceschini, anteponiamo gli interessi del Paese a quelli del partito.

venerdì 28 ottobre 2011

Accanimento su Fini e pensioni a 67 anni.

Quanto accanimento su Fini per aver detto che la moglie di Bossi è una babypensionata: è andata in pensione a 39 anni!

Nemmeno avesse detto che Bossi è stato condannato:

1)con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
2)per il reato di vilipendio alla bandiera italiana non andando in carcere solo perchè nel 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata dal Governo di cui lui stesso faceva parte (dall’originaria detentiva fino a tre anni di reclusione, ad una pecuniaria, multa massima 5000 euro).

Credo che i problemi del Paese non siano quelli della coniuge del senatur, con tanto di bagarre in Parlamento. Qualcuno di loro prenderà un daspo?

Intanto dal 2.026 andremo tutti in pensione almeno a 67 anni: la lega ha ceduto per l'ennesima volta.

mercoledì 21 settembre 2011

LAMPEDUSA: DA CAMPO DA GOLF A CAMPO DI BATTAGLIA

ENNESIMO FALLIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI


Le drammatiche immagini dei violenti scontri verificatisi a Lampedusa sono la dimostrazione evidente del fallimento delle politiche per l'immigrazione del Governo Berlusconi.


Ripercorriamo le tappe salienti:



  • 2008: il centrodestra vince le elezioni dopo aver per mesi contestato al Governo Prodi l'incapacità di contrastare l'immigrazione clandestina ed in particolare l'arrivo di barconi carichi di extracomunitari in fuga dall'inferno subsahariano.


  • La lega impone il pugno di ferro con l'introduzione del reato di clandestinità e Berlusconi stringe rapporti strettissimi con Gheddafi: è la vergognosa stagione dei respingimenti coatti che rispediscono nelle galere libiche donne, bambini, rifugiati politici.


  • Per il governo tutto procede bene ma chi non ricorda la rivolta di Rosarno e gli scontri di via Padova a Milano?


  • Primavera 2011: nonostante l'amichevole frequentazione di Gheddafi, Berlusconi ignora l'evoluzione delle rivolte popolari nell'Africa del Nord e il nostro Paese si trova del tutto impreparato ad affrontare il flusso migratorio che porta in particolare a Lampedusa decine di migliaia di immigrati. Sono ancora negli occhi di tutti le immagini dell'isola abbandonata a se stessa da un governo che aveva smantellato i campi di accoglienza, ridotto il personale sanitario e le forze dell'ordine.


  • Dopo che l'Italia ha fatto l'ennesima figuraccia davanti al mondo per l'evidente incapacità del governo di affrontare i problemi, Berlusconi si reca a Lampedusa all'insegna del "ghe pensi mi" e promette agli isolani non solo una rapida soluzione dell'emergenzama anche di rilanciare l'immagine dell'isola, in cui afferma di aver acquistato una villa, e addirittura con l'allestimento di campi da golf.


  • Settembre 2011: da tempo la situazione di Lampedusa è insostenibile: anche se TG1-2-4-5 non ci propongono più le immagini degli sbarchi, il C.I.E. è sempre strapieno ed al limite del collasso; il flusso di migranti da Tunisi continua, (ricordiamo che solo una dittatura come quella di Ben Alì era in grado di impedire la libera circolazione delle persone, ed anche la nostra Costituzione all'art.£% recita:"la Repubblica... riconosce la libertà di emigrazione"), e non ci sono più gli sgerri di Gheddafi a pattugliare le coste a nostre spese e su nostre navi.


  • Martedì 20 e Mercoledì 21 Settembre: a Lampedusa scoppia una vera e propria battaglia con il sindaco barricato in municipio e gli isolani che affrontano con lanci di pietre gli immigrati che a loro volta minacciano di far saltare le bombole del gas, dopo aver incendiato il C.I.E.

Del resto cosa ci possiamo aspettare da Berlusconi che fa il premier "a tempo perso" o dalla lega che perde tempo con il rito dell'ampolla o a prendere in giro il Nord con il giro della padania?



BASTA CON GLI SLOGAN DELLA LEGA E CON L'INCONCLUDENZA DI BERLUSCONI!



ABBIAMO BISOGNO DI UNA SERIA POLITICA DELL'IMMIGRAZIONE BASATA SU UNA VERA COMPRENSIONE DEL FENOMENO, SULLA COLLABORAZIONE CON L'EUROPA LE FORZE GIOVANI E DEMOCRATICHE CHE HANNO ANIMATO LA PRIMAVERA ARABA.

venerdì 9 settembre 2011

A VISO APERTO SUL CASO PENATI

E' noto a tutti che Filippo Penati è stato indagato per corruzione in merito alle vicende legate all'ex Area Falck e all'acquisizione delle azioni Serravalle. Noi non sappiamo se Penati sia colpevole o vittima di accuse infondate: ci rimettiamo come sempre al giudizio della magistratura. Di sicuro Penati si è dimesso dalla carica di Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia (dimissioni accolte il 28 luglio) e si è autosospeso da tutte le cariche ricoperte all'interno del PD. Il 5 settembre è stato sospeso dal Partito Democratico.

Per noi del PD chi ha sbagliato deve pagare, senza sconti. Prima di trarre conclusioni affrettate non dimentichiamo però come sono finiti alcuni presunti scandali di cui si è molto parlato su tv e giornali nel recente passato: per la famosa telefonata di Fassino a Consorte è stato rinviato a giudizio Paolo Berlusconi e il gup ha decretato che a Fassino spetta un risarcimento danni, mentre l'inchiesta della commissione Telekom-Serbia (ricordate il conto mortadella e cicogna?) si è risolta in una bolla di sapone pagata dai cittadini.

Non è vero che i partiti sono tutti uguali: NOI CONTINUIAMO AD ESSERE FIERI DEL PARTITO DEMOCRATICO CHE E' CONVINTO CHE LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI E CHE HA ADOTTATO UN CODICE ETICO AL QUALE TUTTI DEVONO RISPONDERE!

lunedì 25 luglio 2011

LE GRANDI MANOVRE DEL GENERALE TREMONTI

Avevamo già sperimentato la finanza creativa del Ministro Tremonti nel Governo Berlusconi 2001-2006: non dimentichiamo che i suoi fallimenti furono certificati proprio dai suoi colleghi di governo, che lo sostituirono prima della fine della legislatura con il Ministro Siniscalco, e che l'Italia subì una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Anche allora il premier Berlusconi lasciò al suo successore, Romano Prodi, una bella eredità: rimediare ai guai della scriteriata politica economica del centrodestra.

PURTROPPO LA STORIA SI RIPETE, E SEMPRE A SCAPITO DI LAVORATORI, GIOVANI E PENSIONATI!

Ricordiamo in sintesi alcuni passaggi delle manovre economiche del Governo Berlusconi a partire dal 2008, dopo che tutti i poteri in campo economico sono stati accentrati nelle mani del superministro Tremonti:



  • il nuovo Governo Berlusconi, appena insediato, vara misure tanto appariscenti quanto inutili, come la Robin Tax (la ricordate? doveva tassare le banche ed i petrolieri, salvo poi inventare i Tremonti Bond per aiutare le banche italiane in crisi)


  • giugno 2008: il mago dell'economia in appena nove minuti e mezzo presenta il piano per la stabilizzazione dei conti pubblici: una manovra triennale da 35 miliardi di euro che "consentirà al paese di centrare l'obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2011"(fonte Sole 24 ore)


  • luglio 2009: torna lo SCUDO FISCALE, con un'aliquota di appena il 5% e la garanzia dell'anonimato per chi ha attività finanziarie e patrimoniali detenute illecitamente all'estero


  • finanziaria 2010: l'immaginazione al potere! Mentre il Governo continua a negare l'esistenza della crisi, in un emendamento di 250 commi (alla faccia della semplificazione) c'è spazio per i contributi alle associazioni dei combattenti, soldi per il Belice colpito dal sisma nel 1968, contributi a favore degli esuli di Fiume, Istria e Dalmazia


  • luglio 2010: manovra correttiva contenente, oltre ai consueti tagli lineari, blocco del rinnovo dei contratti e degli scatti di anzianità per i pubblici dipendenti ed aumento dell'età pensionabile con il blocco delle finestre per chi ha maturato 40 anni di anzianità


  • finanziaria 2011: si vota una manovra come al solito blindata; "Una manovra aggiuntiva non sarà necessaria,"secondo il presidente dei senatori del PDL Maurizio Gasparri,"non servono ulteriori manovre avendo tempestivamente, fin dall'inizio della legislatura adottato tutti gli interventi per la stabilità finanziaria dell'Italia, che ci è stata riconosciuta in tutte le sedi europee ed internazionali"; di parere opposto Anna Finocchiaro del PD, per la quale ci sarà bisogno " di una manovra aggiuntiva. Avremo la necessità di rientrare di 45 miliardi per onorare gli impegni in sede UE" (fonte Sole 24 ore 7 dicembre 2010)


  • maggio 2011: fonti di Governo preannunciano per giugno la manovra estiva. Sbagliando completamente le previsioni, o per meglio dire prendendo in giro gli Italiani, affermano che sarà più consistente del previsto e che basteranno 7-8 miliardi di euro nel biennio 2011-2012


  • giugno 2011: ECCO LA VERITA'!: dopo una seduta fiume (ricordate i nove minuti e mezzo?) il Consiglio dei Ministri dà il via libera alle misure della manovra 2012-2014 da 47 miliardi, che rimanda al 2013-2014, cioè al prossimo governo, la maggior parte degli interventi


  • luglio 2011: il Paese, nelle mani di un governo preoccupato solo della propria sopravvivenza, ha rischiato di affondare. A lavoratori e pensionati sono chiesti pesanti sacrifici: secondo il segretario della Cgia di Mestre Bertolussi "dieci anni di manovre correttive sono costate a ciascun italiano 2588 €. Tenendo conto che dal 2008 le misure sviluppano i loro effetti su più anni, nel 2011 la dimensione economica della crisi sfiorerà i 68 miliardi di €. Di questi 44,9 mld andranno a correggere il deficit. Pertanto ad ogni Italiano questa correzione costerà, per l'anno in corso, 741 €. Negli anni a venire, purtroppo, le cose tenderanno addirittura a peggiorare. Nel 2012, graverà una manovra complessiva di 40 mld, nel 2013 di 47,7 mld, e nel 2014 di 20 mld di euro. Pertanto per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, così come richiesto dalla UE, in questi 3 anni ciascun Italiano dovrà "sobbarcarsi" altri 1580 €." (fonte Cgia di Mestre)

TRA MANOVRE E CORREZIONI ABBIAMO PERSO IL CONTO!


Per sintetizzare, in questi anni di Governo Berlusconi, il prestigiatore Tremonti è riuscito nel trucco di farci credere di aver "tenuto dritta la barra dei conti pubblici", salvo poi presentarci un conto spaventoso: dal 2009 al 2014 le manovre di Super Giulio ammontano a 80 miliardi di euro!


Siamo partiti dall'abolizione dell'ICI, l'unica tassa federalista, e torneremo nel 2014 all'IRPEF sulla prima casa; sono aumentati ticket sanitari, trasporti, servizi, sigarette (come nella miglio tradizione dei governi balneari della Prima Repubblica), energia; il potere d'acquisto delle famiglie continua a diminuire mentre l'inflazione cresce. La disoccupazione giovanile sfiora il 30%.



ABBIAMO BISOGNO DI UN'OPERAZIONE VERITA' SUI CONTI PUBBLICI E DI UNA SERIA POLITICA ECONOMICA CHE ABBINI RIGORE AD EQUITA' E SVILUPPO, NON DEI SOLITI TRUCCHI CONTABILI DEL CENTRODESTRA!

lunedì 11 luglio 2011

IL CASO DELLE PROVINCE

Un'interessante analisi di Giuseppe Adamoli riguardo l'astensione del PD sulla questione dell'abolizione delle province.