mercoledì 21 settembre 2011

LAMPEDUSA: DA CAMPO DA GOLF A CAMPO DI BATTAGLIA

ENNESIMO FALLIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI


Le drammatiche immagini dei violenti scontri verificatisi a Lampedusa sono la dimostrazione evidente del fallimento delle politiche per l'immigrazione del Governo Berlusconi.


Ripercorriamo le tappe salienti:



  • 2008: il centrodestra vince le elezioni dopo aver per mesi contestato al Governo Prodi l'incapacità di contrastare l'immigrazione clandestina ed in particolare l'arrivo di barconi carichi di extracomunitari in fuga dall'inferno subsahariano.


  • La lega impone il pugno di ferro con l'introduzione del reato di clandestinità e Berlusconi stringe rapporti strettissimi con Gheddafi: è la vergognosa stagione dei respingimenti coatti che rispediscono nelle galere libiche donne, bambini, rifugiati politici.


  • Per il governo tutto procede bene ma chi non ricorda la rivolta di Rosarno e gli scontri di via Padova a Milano?


  • Primavera 2011: nonostante l'amichevole frequentazione di Gheddafi, Berlusconi ignora l'evoluzione delle rivolte popolari nell'Africa del Nord e il nostro Paese si trova del tutto impreparato ad affrontare il flusso migratorio che porta in particolare a Lampedusa decine di migliaia di immigrati. Sono ancora negli occhi di tutti le immagini dell'isola abbandonata a se stessa da un governo che aveva smantellato i campi di accoglienza, ridotto il personale sanitario e le forze dell'ordine.


  • Dopo che l'Italia ha fatto l'ennesima figuraccia davanti al mondo per l'evidente incapacità del governo di affrontare i problemi, Berlusconi si reca a Lampedusa all'insegna del "ghe pensi mi" e promette agli isolani non solo una rapida soluzione dell'emergenzama anche di rilanciare l'immagine dell'isola, in cui afferma di aver acquistato una villa, e addirittura con l'allestimento di campi da golf.


  • Settembre 2011: da tempo la situazione di Lampedusa è insostenibile: anche se TG1-2-4-5 non ci propongono più le immagini degli sbarchi, il C.I.E. è sempre strapieno ed al limite del collasso; il flusso di migranti da Tunisi continua, (ricordiamo che solo una dittatura come quella di Ben Alì era in grado di impedire la libera circolazione delle persone, ed anche la nostra Costituzione all'art.£% recita:"la Repubblica... riconosce la libertà di emigrazione"), e non ci sono più gli sgerri di Gheddafi a pattugliare le coste a nostre spese e su nostre navi.


  • Martedì 20 e Mercoledì 21 Settembre: a Lampedusa scoppia una vera e propria battaglia con il sindaco barricato in municipio e gli isolani che affrontano con lanci di pietre gli immigrati che a loro volta minacciano di far saltare le bombole del gas, dopo aver incendiato il C.I.E.

Del resto cosa ci possiamo aspettare da Berlusconi che fa il premier "a tempo perso" o dalla lega che perde tempo con il rito dell'ampolla o a prendere in giro il Nord con il giro della padania?



BASTA CON GLI SLOGAN DELLA LEGA E CON L'INCONCLUDENZA DI BERLUSCONI!



ABBIAMO BISOGNO DI UNA SERIA POLITICA DELL'IMMIGRAZIONE BASATA SU UNA VERA COMPRENSIONE DEL FENOMENO, SULLA COLLABORAZIONE CON L'EUROPA LE FORZE GIOVANI E DEMOCRATICHE CHE HANNO ANIMATO LA PRIMAVERA ARABA.

venerdì 9 settembre 2011

A VISO APERTO SUL CASO PENATI

E' noto a tutti che Filippo Penati è stato indagato per corruzione in merito alle vicende legate all'ex Area Falck e all'acquisizione delle azioni Serravalle. Noi non sappiamo se Penati sia colpevole o vittima di accuse infondate: ci rimettiamo come sempre al giudizio della magistratura. Di sicuro Penati si è dimesso dalla carica di Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia (dimissioni accolte il 28 luglio) e si è autosospeso da tutte le cariche ricoperte all'interno del PD. Il 5 settembre è stato sospeso dal Partito Democratico.

Per noi del PD chi ha sbagliato deve pagare, senza sconti. Prima di trarre conclusioni affrettate non dimentichiamo però come sono finiti alcuni presunti scandali di cui si è molto parlato su tv e giornali nel recente passato: per la famosa telefonata di Fassino a Consorte è stato rinviato a giudizio Paolo Berlusconi e il gup ha decretato che a Fassino spetta un risarcimento danni, mentre l'inchiesta della commissione Telekom-Serbia (ricordate il conto mortadella e cicogna?) si è risolta in una bolla di sapone pagata dai cittadini.

Non è vero che i partiti sono tutti uguali: NOI CONTINUIAMO AD ESSERE FIERI DEL PARTITO DEMOCRATICO CHE E' CONVINTO CHE LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI E CHE HA ADOTTATO UN CODICE ETICO AL QUALE TUTTI DEVONO RISPONDERE!

lunedì 25 luglio 2011

LE GRANDI MANOVRE DEL GENERALE TREMONTI

Avevamo già sperimentato la finanza creativa del Ministro Tremonti nel Governo Berlusconi 2001-2006: non dimentichiamo che i suoi fallimenti furono certificati proprio dai suoi colleghi di governo, che lo sostituirono prima della fine della legislatura con il Ministro Siniscalco, e che l'Italia subì una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Anche allora il premier Berlusconi lasciò al suo successore, Romano Prodi, una bella eredità: rimediare ai guai della scriteriata politica economica del centrodestra.

PURTROPPO LA STORIA SI RIPETE, E SEMPRE A SCAPITO DI LAVORATORI, GIOVANI E PENSIONATI!

Ricordiamo in sintesi alcuni passaggi delle manovre economiche del Governo Berlusconi a partire dal 2008, dopo che tutti i poteri in campo economico sono stati accentrati nelle mani del superministro Tremonti:



  • il nuovo Governo Berlusconi, appena insediato, vara misure tanto appariscenti quanto inutili, come la Robin Tax (la ricordate? doveva tassare le banche ed i petrolieri, salvo poi inventare i Tremonti Bond per aiutare le banche italiane in crisi)


  • giugno 2008: il mago dell'economia in appena nove minuti e mezzo presenta il piano per la stabilizzazione dei conti pubblici: una manovra triennale da 35 miliardi di euro che "consentirà al paese di centrare l'obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2011"(fonte Sole 24 ore)


  • luglio 2009: torna lo SCUDO FISCALE, con un'aliquota di appena il 5% e la garanzia dell'anonimato per chi ha attività finanziarie e patrimoniali detenute illecitamente all'estero


  • finanziaria 2010: l'immaginazione al potere! Mentre il Governo continua a negare l'esistenza della crisi, in un emendamento di 250 commi (alla faccia della semplificazione) c'è spazio per i contributi alle associazioni dei combattenti, soldi per il Belice colpito dal sisma nel 1968, contributi a favore degli esuli di Fiume, Istria e Dalmazia


  • luglio 2010: manovra correttiva contenente, oltre ai consueti tagli lineari, blocco del rinnovo dei contratti e degli scatti di anzianità per i pubblici dipendenti ed aumento dell'età pensionabile con il blocco delle finestre per chi ha maturato 40 anni di anzianità


  • finanziaria 2011: si vota una manovra come al solito blindata; "Una manovra aggiuntiva non sarà necessaria,"secondo il presidente dei senatori del PDL Maurizio Gasparri,"non servono ulteriori manovre avendo tempestivamente, fin dall'inizio della legislatura adottato tutti gli interventi per la stabilità finanziaria dell'Italia, che ci è stata riconosciuta in tutte le sedi europee ed internazionali"; di parere opposto Anna Finocchiaro del PD, per la quale ci sarà bisogno " di una manovra aggiuntiva. Avremo la necessità di rientrare di 45 miliardi per onorare gli impegni in sede UE" (fonte Sole 24 ore 7 dicembre 2010)


  • maggio 2011: fonti di Governo preannunciano per giugno la manovra estiva. Sbagliando completamente le previsioni, o per meglio dire prendendo in giro gli Italiani, affermano che sarà più consistente del previsto e che basteranno 7-8 miliardi di euro nel biennio 2011-2012


  • giugno 2011: ECCO LA VERITA'!: dopo una seduta fiume (ricordate i nove minuti e mezzo?) il Consiglio dei Ministri dà il via libera alle misure della manovra 2012-2014 da 47 miliardi, che rimanda al 2013-2014, cioè al prossimo governo, la maggior parte degli interventi


  • luglio 2011: il Paese, nelle mani di un governo preoccupato solo della propria sopravvivenza, ha rischiato di affondare. A lavoratori e pensionati sono chiesti pesanti sacrifici: secondo il segretario della Cgia di Mestre Bertolussi "dieci anni di manovre correttive sono costate a ciascun italiano 2588 €. Tenendo conto che dal 2008 le misure sviluppano i loro effetti su più anni, nel 2011 la dimensione economica della crisi sfiorerà i 68 miliardi di €. Di questi 44,9 mld andranno a correggere il deficit. Pertanto ad ogni Italiano questa correzione costerà, per l'anno in corso, 741 €. Negli anni a venire, purtroppo, le cose tenderanno addirittura a peggiorare. Nel 2012, graverà una manovra complessiva di 40 mld, nel 2013 di 47,7 mld, e nel 2014 di 20 mld di euro. Pertanto per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, così come richiesto dalla UE, in questi 3 anni ciascun Italiano dovrà "sobbarcarsi" altri 1580 €." (fonte Cgia di Mestre)

TRA MANOVRE E CORREZIONI ABBIAMO PERSO IL CONTO!


Per sintetizzare, in questi anni di Governo Berlusconi, il prestigiatore Tremonti è riuscito nel trucco di farci credere di aver "tenuto dritta la barra dei conti pubblici", salvo poi presentarci un conto spaventoso: dal 2009 al 2014 le manovre di Super Giulio ammontano a 80 miliardi di euro!


Siamo partiti dall'abolizione dell'ICI, l'unica tassa federalista, e torneremo nel 2014 all'IRPEF sulla prima casa; sono aumentati ticket sanitari, trasporti, servizi, sigarette (come nella miglio tradizione dei governi balneari della Prima Repubblica), energia; il potere d'acquisto delle famiglie continua a diminuire mentre l'inflazione cresce. La disoccupazione giovanile sfiora il 30%.



ABBIAMO BISOGNO DI UN'OPERAZIONE VERITA' SUI CONTI PUBBLICI E DI UNA SERIA POLITICA ECONOMICA CHE ABBINI RIGORE AD EQUITA' E SVILUPPO, NON DEI SOLITI TRUCCHI CONTABILI DEL CENTRODESTRA!

lunedì 11 luglio 2011

IL CASO DELLE PROVINCE

Un'interessante analisi di Giuseppe Adamoli riguardo l'astensione del PD sulla questione dell'abolizione delle province.

domenica 26 giugno 2011

Non sprecare un grande successo

IL SEGRETARIO DEMOCRATICO TARICCO INTERVIENE SUL DOPO VOTO E SULLA SITUAZIONE POLITICA CON UN MESSAGGIO POSITIVO RIVOLTO A ISCRITTI E DIRIGENTI DEL PARTITO.
I successi elettorali sono il frutto di un lungo e duro lavoro , di chi ha radicato il PD nella nostra provincia, unendo in un unico progetto storie e personalità diverse. Ciò viene finalmente riconosciuto dagli elettori che ci affidano anche la responsabilità di non disperdere la fiducia appena conquistata.
I risultati sono chiari: 15 amministrazioni vinte su 33 comuni al voto, l’affermazione del ruolo centrale del PD in coalizioni o liste di centro sinistra. Vinciamo a Gallarate, uno dei 4 maggiori centri della Provincia e in altri importanti Comuni. A Varese al ballottaggio portiamo il centro sinistra oltre il 46% dei voti.
Questi risultati vengono da una politica che privilegia i temi concreti e le proposte di buon governo rispetto alla vuota propaganda e alle divisioni della coalizione Lega-PdL. Ora la costruzione dell’alternativa al centro destra passa per la preparazione di un programma “condiviso, eseguibile, eleggibile”.



COSTRUIRE IL PROGRAMMA PER VINCERE E GOVERNARE
Su questo il PD è impegnato sin d’ora, in prosecuzione non solo ideale ma pratica dell’Assemblea nazionale che si riunì in ottobre a Malpensa Fiere; in continuazione con ciò che abbiamo fatto nei Comuni per intercettare il voto degli elettori che volevano un nuovo governo delle loro città.
Tappe di questo impegno sono il forum sul Lavoro, sulle proposte presentate a Genova, la consulta degli amministratori, alle prese con i danni provocati dalla finta riforma del federalismo comunale i cui effetti devastanti si vedono in questi giorni, con le giunte di centrodestra che stanno mettendo mano pesantemente a servizi fondamentali, progettando di privatizzare i nidi comunali e svendere gli scuolabus.
Ci aspettano appuntamenti di grande rilievo sui temi delle infrastrutture: Malpensa, Pedemontana, Arcisate-Stabio, Varese–Como, ecc. Su scuola, sanità, giustizia, trasporti e questioni sociali lavoreremo per mettere a punto proposte che colgano gli interessi delle persone. Questa è la nostra agenda.



LA DISCUSSIONE NEL PD
A luglio Varese ospiterà alla Schiranna la festa regionale del Pd Lombardo. Un appuntamento importante al quale il partito varesino si presenta con le carte in regola, forte del suo radicamento e dei recenti successi. Ma non basta, il partito deve anche mostrarsi maturo e capace di affrontare con responsabilità le nuove sfide. La segreteria provinciale è impegnata a ricercare l’unità e promuovere la pluralità all’interno del partito. La nostra idea di unità è anche quella di sostenere i candidati, senza cercare le differenze in un passato che è alle nostre spalle, perché si vince quando si lavora uniti, con programmi che parlano ai bisogni della città. Per essere uniti è importante che il confronto interno sia sempre indirizzato alla proposta e non alla ricerca di distinzioni fine a se stesse. Noi democratici possiamo vantare la più libera e aperta discussione che si conosca, ma essa va condotta con intelligenza e rispetto dei fatti, con coscienza dei ruoli. Per questo esprimo rispetto e apprezzamento per il lavoro fatto dagli organismi locali e dai rappresentanti del PD eletti nelle istituzioni: a Varese e in tutte le realtà provinciali.
La mia segretaria è nata con il mandato esplicito di unire il partito e non di registrare il fatto ovvio che ognuno possa esternare le proprie posizioni. Non aiuta la crescita del partito una discussione tutta interna, oltretutto sempre più frequentemente condotta sui “media” anziché negli organismi di partito, che per cercare distinzioni non necessarie arriva al paradosso di dipingere con colori diversi proposte che nella sostanza sono uguali. Così i cittadini non ci capiscono, tanto meno apprezzano le delegittimazioni e l’infondata rappresentazione di un partito diviso tra buoni e cattivi, vecchi e nuovi.



LAVORARE UNITI PER IL CAMBIAMENTO
Tutti siamo chiamati a lavorare per il cambiamento: stare insieme, essere un grande partito implica fiducia e solidarietà reciproche. Trascurare questo aspetto non è un segno di libertà nè di novità. I nostri elettori ci chiedono unità per essere credibili. Questo è il segnale che tutti insieme dobbiamo dare.

Un caro saluto

Fabrizio Taricco – Segretario provinciale PD