lunedì 7 febbraio 2011

SE NON ORA, QUANDO?

Domenica 13 febbraio ci saranno manifestazioni in tutte le piazze italiane per dimostrare che esiste UN'ALTRA ITALIA, che esistono donne e altri uomini che non si riconoscono nel modello sociale berlusconiano, dove predominano l'assenza di dignità, di cultura, di istruzione, dove ogni cosa si compera con il denaro e tutti si fanno comprare, dove la politica è ridotta a bordello.
Anche a Varese si manifesterà. L'appuntamento è in piazza Monte Grappa dalle 10.30 alle 12.30. Qui potete leggere l'appello delle donne del PD.

venerdì 4 febbraio 2011

Raccolta firme: Berlusconi ha disonorato l'Italia

Berlusconi,
lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo,
non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via.

L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.

Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore

LE DONNE AI TEMPI DI BERLUSCONI

Solo il 46% delle donne italiane lavorano, contro una media europea del 59%. L'italia ha uno dei tassi di natalità più bassi in Europa (1,4 figli per donna) e spende solo l'1,1% del PIL per incentivi alle famiglie e alla cura dei figli (fonte EUROSTAT). La Francia, per dirne una, spende il 2,4% del PIL in incentivi per le famiglie e ha un tasso di natalità di 2,1 figli per donna. Secondo il World Economic Forum del 2010 l'Italia è settantaquattresima su 134 stati per quanto riguarda la differenza di diritti tra uomini e donne. In Europa sono messe peggio solo Ungheria, Malta e Cipro. 
Questi e altri dati si trovano in un articolo dell'Inernational Herald Tribune intitolato Sex Scandals in Italy Fuel Discontent of Women.

giovedì 3 febbraio 2011

NOMINE "TRASPARENTI" NELLA SANITA' LOMBARDA

Il 23 dicembre scorso Pietrogino Pezzano, calabrese il cui nome compare nell’ambito della maxi-inchiesta “Infinito”, viene nominato direttore generale dell’Asl più grande d’Italia: Milano 1. Sindaci e associazioni si ribellano per via delle sue frequentazioni mafiose. Il 18 gennaio il consigliere dell’Italia dei Valori Giulio Cavalli, già sotto scorta a causa delle minacce subite dalla ‘ndrangheta, porta in consiglio regionale una mozione in cui chiede che la nomina di Pezzano venga revocata. Il giorno stesso il Prefetto di Lodi, signora Peg Strano, comunica al Consigliere IdV che presto la scorta gli sarà revocata perchè “non più esposto”.  Dopo due giorni il direttore generale Pezzano nomina il marito di Peg Strano, dott. Giovanni Materia, direttore sanitario. Dopo 24 ore dalla firma dell’incarico il dott. Giovanni Materia si dimette perchè rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità in un concorso all’Istituto di Medicina del lavoro del Policlinico di Messina, di cui era direttore sanitario nel 2005.

martedì 1 febbraio 2011

Con il federalismo municipale aumenteranno le tasse

Un gruppo di Sindaci lombardi del Partito democratico ha scritto una lettera sui limiti e sui rischi dell’impostazione che il Governo e la maggioranza hanno dato alla proposta di riforma federalista, con particolare riferimento al decreto sul federalismo municipale in discussione in questi giorni.

I prossimi giorni saranno decisivi per il decreto sul federalismo municipale. Il provvedimento ha subito alcune modifiche che rispondono in parte ai temi posti dai Comuni, soprattutto per la gestione immediata dei bilanci locali. Ma nel complesso il decreto è molto al di sotto delle aspettative e delle necessità del Paese:
1) Con questo federalismo aumenteranno le tasse. Da subito ci saranno più tasse per i lavoratori e i pensionati. Strangolati dalle finanziarie centraliste di Tremonti, con meno trasferimenti statali e più vincoli agli investimenti per il patto di stabilità, molti Comuni saranno costretti ad aumentare le addizionali Irpef, utilizzando le possibilità aperte dal decreto. Dal 2014, con l'introduzione dell'Imposta Municipale, ci saranno più tasse per le attività produttive, gravate da un'aliquota nettamente superiore a quella attualmente prevista per l'ICI. Grazie alla cedolare secca pagheranno invece meno imposte i proprietari di case affittate, mentre non ci sarà alcun beneficio - ed è cosa grave - per le famiglie che vivono in affitto;
2) Con questo federalismo i comuni rimarranno dei sorvegliati speciali dello Stato. Fino al 2014, al di là dello sblocco parziale dell'addizionale Irpef, non ci sarà alcuna reale autonomia impositiva, poiché i trasferimenti statali saranno sostituiti da altri trasferimenti finanziati dal gettito di imposte che non verranno gestite dai comuni. Dal 2014 sarà introdotta una Imposta municipale che graverà in gran parte su non residenti: l'esatto contrario del federalismo, che si basa sul principio "vedo, pago, voto". A regime, i comuni avranno meno autonomia di quanta era loro garantita fino al 2008;
3) Con questo federalismo lo Stato non farà nessuna cura dimagrante. Il decreto ratifica una politica economica che ha scaricato il risanamento dei conti pubblici sulle amministrazioni locali, anche se la spesa è cresciuta molto di più a livello centrale. Non si discute più di razionalizzare il numero delle province, non si superano i privilegi delle regioni a statuto speciale, non si affronta una riforma complessiva del sistema delle autonomie locali.
Il PD sul federalismo ha le carte in regola. Siamo per una riforma federalista dello Stato, che avvicini le scelte più importanti al cittadino e distribuisca le risorse in modo più equo, premiando gli enti virtuosi ed efficienti. Se oggi possiamo discutere di federalismo fiscale, è grazie al centrosinistra che nel 2001 ha modificato la Costituzione in senso federale.
Visto da nord il rischio maggiore del federalismo municipale che la Lega vuole imporre a tutti i costi non è la divisione del Paese. Il rischio vero è che tutto, al di là della propaganda, rimanga più o meno uguale a prima. Federalismo, per noi, vuol dire più autonomia a livello locale, più responsabilizzazione dei centri di spesa, una solidarietà reale per le aree più deboli. E di tutto questo, purtroppo, non c'è molta traccia nel decreto sul federalismo municipale.

Assemblea Provinciale 31/01/2011

Propongo a tutti gli iscritti del circolo una sintesi dell'Assemblea Provinciale svoltasi lunedì 31 Gennaio 2011.
L'ordine del giorno prevedeva la nomina del Comitato Provinciale dei Garanti e della Commissione per la stesura del regolamento dell'Assemblea Provinciale. Le votazioni si sono svolte senza problemi.
E' seguita la lettura da parte del Segretario Taricco di un'interessante relazione sul piano di lavoro della segreteria e dei gruppi di lavoro che qui riassumo brevemente:
  • ORGANIZZAZIONE: consolidamento dei circoli, punto chiave della presenza del PD nel territorio, visite periodiche e costanti in essi da parte dei membri della segreteria, assemblea provinciale dei segretari di circolo, coordinamento tra circoli limitrofi.
  • COMUNICAZIONE: linguaggio e contenuti, efficienza e credibilità. Migliorare la presenza sulla stampa provinciale e "sui muri", valorizzare in tal senso il ruolo delle feste.
  • SCUOLA E CULTURA: entrare in relazione con tutte le realtà scolastiche provinciali, importanza di istruzione e cultura nell'idea di un futuro migliore.
  • SANITA' E WELFARE: ridurre l'ingombro della politica nel sistema sanitario lombardo, migliorare il sostegno ad anziani e disabili e l'assistenza domiciliare integrata ADI
  • ENTI LOCALI: costruire un coordinamento provinciale degli amministratori per supportare e migliorare sforzi e collaborazioni.
  • Garantire sostegno a una degna celebrazione per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
  • Focalizzare l'attenzione sulle vicende di Malpensa e sull'impatto che la terza pista avrà non solo sui comuni limitrofi ma anche sui sistemi di trasporto di tutta la provincia.
  • Dedicare attenzione a politiche fiscali e attività industriali/artigianali per recuperare un potenziale bacino di voti assai importante.

Il progetto di lavoro è senza dubbio vasto e impegnativo ma, come è stato fatto notare, è compito fondamentale della segreteria saper sintetizzare l'operato dei gruppi di lavoro in modo tale che non si perda lo slancio e l'impegno dei membri e si dia l'immagine di un lavoro concreto finalizzato a temi di grande utilità da far emergere con forza e perseveranza.

Nella discussione è emerso l'argomento Primarie, ma è stato ricordato dal Segretario come non se ne sia parlato in ambito provinciale in quanto non ne è stata fatta richiesta in nessuno dei comini più importanti.

Il responsabile dell'organizzazione Radice ha invitato a iniziare di buona lena il tesseramento e di prendere l'occasione per la raccolta delle firme per le dimissioni di Berlusconi. In tal senso sono certo sarà orientata la nostra iniziativa di Festa del Tesseramento 2011, che sicuramente ci darà spunto per contattare iscritti e simpatizzanti. Ho parlato di questa iniziativa con alcuni partecipanti all'Assemblea che l'hanno accolta molto positivamente.

Da ultimo erano presenti molti componenti e sono stati molti gli auspici che una così ampia partecipazioni perduri per tutti il mandato.

FASE 3: DELLA CONTRATTAZIONE

Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Partito Democratico, così commenta con un comunicato la proposta di Berlusconi di un piano bipartisan per la crescita: "Il nostro presidente del consiglio ritiene che gli italiani siano stupidi. Oggi, come fosse appena arrivato a Palazzo Chigi, propone a Bersani un piano bipartisan per la crescita, dopo aver governato a colpi di decreti e voti di fiducia e aver respinto, senza neanche discutere, le proposte presentate dal Pd dal giugno 2008. Berlusconi denuncia il nostro drammatico debito pubblico, ma dimentica di dire che durante i suoi dieci anni di governo è sempre aumentato, anche quando la crisi economica non c'era, e che è sempre stato il centrosinistra a ridurlo. [...]Dimentica di dire che gli incentivi alle imprese per la ricerca e gli investimenti introdotti da Bersani nel 2006 il suo governo li ha svuotati. Dimentica anche di dire che, tra aumenti di imposte e tariffe per i servizi pubblici, il 2010 è stato anno record per pressione su lavoro ed imprese. [...] Il presidente Berlusconi non riesce più neanche a fare propaganda. L'unica azione utile che può fare per l'Italia è dimettersi”.
Sullo stesso tema la geniale vignetta di Makkox sul Post.